UIL Bergamo

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Testata giornalistica:

L'Eco di Bergamo

Titolo dell'articolo:

Bonus mamme: beffa busta paga lo sgravio fiscale tagliato dalle tasse

Comunicato Stampa
L’Italia non è un paese per mamme

Donna, parità e partecipazione attiva nella società attuale, si manifestano come un mantra in questo periodo storico, la forte attesa di politiche migliorative e di sostegno necessarie a far fronte al negativo fenomeno della denatalità, acquisiscono nel paese un forte senso di aspettativa e speranza per certificare materialmente il diritto alla maternità e paternità.
Secondo il Coordinatore Confederale Uil Bergamo Pasquale Papaianni, il solo pensiero di una società che fonda le sue radici nella trasformazione delle persone in numeri e processi sono strumenti da impedire, poiché gli stessi minano e limitano enormemente il pensiero di società e di famiglia anteponendo limiti economici al miglioramento della società e delle classi dirigenti di questo paese.
Dallo studio della Uil, emergono due forti disuguaglianze che caratterizzano l’esperienza lavorativa delle donne, viene evidenziato un divario occupazionale che registra il più alto numero di tutta l’Unione Europea, e il divario retributivo, che nel settore privato arriva a superare il 30%.
Proprio in merito alla tipologia di lavoro a tempo parziale, le donne appaiono le più colpite, basti pensare che il rapporto nazionale tra occupate donne in part-time e in full-time è 1:1, mentre per gli uomini diminuisce drasticamente a 1:4, trattasi di dati importanti attraverso i quali appare necessario sviluppare una sana riflessione, anche in termini di servizi e necessità di intervento per le attuali famiglie.
Sul versante Bergamasco, dai dati forniti dall’osservatorio Lavoro della Provincia di Bergamo (primo trimestre 2024) la componente femminile in regime di rapporto di lavoro a tempo parziale nel 2023 conta 25.126 su un totale di 39.052 e uomini a tempo parziale sono 13.926.

TEMPO PARZIALE
DONNE
UOMINI
TOTALE
Tempo indeterminato
Apprendistato
Tempo determinato
Somministrazione
25.126
13.926
39.052

*fonte Rapporto sul lavoro dipendente in provincia di Bergamo 1° trimestre 2024

Mentre nel rapporto di lavoro a tempo pieno contiamo nel 2023 23.890 donne e 65.655 uomini su un totale di 89.545

TEMPO PARZIALE
DONNE
UOMINI
TOTALE
Tempo indeterminato
Apprendistato
Tempo determinato
Somministrazione
23.890
65.655
89.545

*fonte Rapporto sul lavoro dipendente in provincia di Bergamo 1° trimestre 2024

Tra le maggiori tesi che influenzano negativamente una famiglia, limitandone il pensiero positivo rivolto alla promozione della maternità e paternità, in materia di servizi occupano i primi posti, la questione delle rette degli asili nido e costo della mensa scolastica, mentre nel settore servizi finanziari, si avverte l’esigenza di avere un sistema più favorevole di accesso, soprattutto rivolto alle giovani coppie, come ad esempio, l’accesso ai mutui agevolati e politiche fiscali di defiscalizzazione e diminuzione della percentuale dell’iva per l’acquisto di beni di prima necessità dedicati ai bambini.
Ultimo aspetto è il mondo welfare e contrattazione, si percepisce la necessità di sdoganare una politica contrattuale caratterizzata soprattutto dai principi di maggiore flessibilità tali da consentire una certa agibilità oraria per il corretto inserimento dei propri figli ad esempio negli asili nido.
Secondo la Uil Bergamo, Istituzioni, Associazioni di Categoria, mondo della cooperazione e realtà imprenditoriali, possono concorrere a stimolare pro quota, attività finalizzate alla promozione e incentivazione di buone pratiche, finalizzate alla messa a terra delle nuove esigenze che manifestano le nuove famiglie.