Il governo e il mondo del lavoro rivoluzione vera o gioco mediatico?

Fonte: L'espresso

Dietrofront del governo su precari e assegni sociali. I tagli previsti avrebero riguardato ben 760mila persone mentre ora ad essere esclusi dall'assistenza saranno solo coloro che non risiedono in Italia da almeno 10 anni. Anche la cosiddetta norma 'anti-precari' verrà circoscritta.

L'azione politica di Berlusconi sta percorrendo una strada coerente verso una maggiore funzionalità dello Stato oppure si tratta solo di un insieme di provvedimenti demagogici e di puro effetto mediatico?

Il governo Berlusconi sta affrontando la politica sul lavoro con un obiettivo dichiarato: razionalizzare e rendere sempre più funzionale lo Stato pur facendo dietrofront su quelli che sembravano essere dei punti fermi della politica sul welfare. Ma qual è il risultato effettivo?

Per i precari l'emendemento permetteva alle aziende con contratti a termine irregolari di evitare il reintegro facendo ricorso a un indennizzo. Ora la possibilità verrà limitata esclusivamente al contenzioso in corso.
Per quanto riguarda invece le pensione sociali, il rischio è stato un taglio netto di 800mila assegni per i più poveri;  ma anche qui il governo ha deciso di invertire la marcia di fronte alle proteste compatte dell'opposizione e all'opinione dello stesso ministro Sacconi che aveva preso le distanze dalle due norme introdotte alla Camera.

Secondo voi, si tratta di una strada coerente oppure è solo un insieme di provvedimenti demagogici e di puro effetto mediatico? E se davvero funzionano, renderanno la macchina dello Stato più efficiente?