NUOVA TRISE, PRIME SIMULAZIONI PER BERGAMO DEL SERVIZIO POLITICHE TERRITORIALI UIL



PRIME SIMULAZIONI SULLA TRISE (TASSA RIFIUTI E SERVIZI) NEL COMUNE DI BERGAMO

 

LA PARTE SERVIZI (TASI) COSTERÀ’ IN MEDIA 101 EURO CON L’ALIQUOTA BASE (1 PER MILLE) E 254 EURO CON ALIQUOTA MASSIMA AL 2,5 PER MILLE

 

CON ALIQUOTA MASSIMA DEL 2,5 PER MILLE LA TASI E’ PIU’ CARA DEL 16% DELL’IMU; MNETRE CON ALIQUOTA BASE E’ PIU’ LEGGERA DEL 53,9%

 

NEL 2014 PER LA TRISE (PARTE RIFIUTI E PARTE SERVIZI) UNA FAMIGLIA DI 4 PERSONE PAGHERA’ 324 EURO MEDI IN AUMENTO DI 77 EURO SUL 2013 MA IN DIMINUZIONE DI 5 EURO SUL 2012

 

 

La Trise, acronimo di Tassa rifiuti e servizi, che sostituirà dal 2014 l’IMU e la TARES parte servizi (addizionale di 30 centesimi al mq.), si divide in 2 componenti: la prima a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti solidi urbani (Tari); la seconda, a fronte dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni (Tasi).  

Per quanto riguarda la componente rifiuti (Tari), le tariffe, fissate dai comuni, dovranno coprire totalmente il costo del servizio smaltimento rifiuti (nel 2013, a Bergamo mediamente si pagheranno per la TARES 247 euro medi, di cui 223 per la parte rifiuti e 24 euro per la parte servizi, in aumento del 9,7% rispetto al 2012, aumento dovuto essenzialmente all’addizionale Tares di 30 centesimi al mq.)

Mentre per la componente servizi (Tasi), la base imponibile è la rendita catastale rivalutata ai fini IMU, con aliquota di base fissata all’1 per mille.

I Comuni possono azzerare la Tasi o aumentarla: se l’aumentano, nel caso di prima casa l’aliquota massima non potrà superare il 2,5 per mille, mentre per gli altri immobili la somma della TASI con l’aliquota dell’IMU non potrà superare il 10,6 per mille.

Secondo i nostri primi calcoli, spiegano dalla UIL, con la TASI ad aliquota base del’1 per mille, essa è mediamente inferiore del 53,9% dell’Imu (219 euro di Imu e 101 di Tasi), ma se il Comune dovesse approvare l’aliquota massima del 2,5 per mille la TASI peserebbe, con 254 euro medi, ben il 16% in più di quanto i 41.269 proprietari di prima casa a Bergamo hanno sborsato nel 2012 per l’IMU (178 euro).

Questi i costi medi dell’IMU e la Tasi, abbiamo, poi simulato l’effetto delle due imposte su una famiglia di 4 persone con due figli minori, per vedere anche l’effetto “detrazioni”, quale impatto ha sulle due tasse.

In questo caso la Tasi risulta essere più “conveniente” dell’Imu di soli 5 euro, se applicata con l’aliquota base (106 euro di Imu nel 2012 e 101 euro per la Tasi), ma se il Comune dovesse applicare l’aliquota del 2,5 per mille l’impatto su questa famiglia sarebbe “sconveniente”: pagherebbe di Tasi 254 euro, con un aumento di 148 euro (il 139,6% in più).

Per quanto riguarda la Tasi, dichiara Marco Tullio Cicerone  – Segretario Generale della  UIL di Bergamo, non vi è dubbio che essa debba essere corretta e migliorata ma non vorremmo che, con la sua revisione, si vada verso un sistema che rischia di alimentare nuove iniquità come è accaduto con l’IMU.

Infatti, come UIL sosteniamo che il carico fiscale debba essere riequilibrato facendo pesare di più la componente patrimoniale e alleggerendo il carico fiscale sull’IRPEF.

Occorre ripartire da questo concetto e dal rivedere l’intero sistema della fiscalità locale, che continua a presentare delle incongruenze e disomogeneità con la persistenza delle Addizionali IRPEF, che pesano soprattutto sui lavoratori dipendenti e pensionati.

Quanto al tema che sta surriscaldando il dibattito, non vorremmo che la politica aggiungesse in nome dell’equità (introduzione di detrazioni per i carichi familiari), confusione ed iniquità.

Va ricordato che la TASI è un’imposta di scopo destinata a finanziare i servizi dei Comuni a vantaggio dei propri residenti, e, quindi, il principio sarebbe che chi usufruisce di più dei servizi più dovrebbe pagare.

Pertanto nel determinare gli importi non può essere preso il parametro delle detrazioni generiche o per i carichi familiari.

Tra l’altro le detrazioni per i figli under 26 anni previste dall’IMU sarebbero rimaste in vigore soltanto per il 2012-2013, per essere abolite nel 2014.

Se si vogliono apportare correzioni alla nuova tassa la via maestra passa per legare le detrazioni non legate al nucleo familiare bensì al reddito ISEE, come già previsto dalla Legge di Stabilità.

Tra l’altro il reddito ISEE contiene nel calcolo tutti e tre i parametri: nucleo familiare, reddito familiare e patrimonio.   

Non solo ma, attraverso il reddito ISEE, si potrebbero graduare progressivamente anche le aliquote e non solo le detrazioni.