ALLA CASA DEL GIOVANE IL DIRETTIVO DELLA UILM DI BERGAMO. IL SEGRETARIO NAZIONALE PALOMBELLA: “RIFORME NON RINVIABILI”

 “La vera critica è una sola: il Governo in questi anni, negli ultimi mesi e, nel caso specifico, nella manovra economica approvata in questi giorni non è riuscito ad individuare quelle riforme strutturali che il Paese attende e che sono le uniche indispensabili per rilanciarlo. Anche stavolta ci troviamo di fronte a un documento “di attesa”, come se dovessimo ancora aspettare qualcosa. Il problema è che l’Italia non ha bisogno di aspettare perché il mondo è in evoluzione, il mercato va avanti, i capitali si riorganizzano e noi non possiamo continuare sulla strada dell’attendismo”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella (nella foto), a margine dell’intervento nell’ambito del direttivo provinciale dell’organizzazione di categoria dei metalmeccanici della Uil svoltosi venerdì 28 maggio alla Casa del Giovane di Bergamo alla presenza del segretario provinciale, Angelo Nozza. Commentando i contenuti della manovra economica varata dal Governo, Palombella ha sottolineato che “il nostro Paese continua a vivere nel timore di fare le riforme perché c’è sempre qualcuno che frena o deve rispondere al proprio elettorato. Noi riteniamo invece – ha proseguito – che il Governo abbia la maggioranza necessaria per approvare riforme da fare adesso, non da rinviare a chissà quando. Su questo la nostra critica non può che essere determinata”. Riguardo poi ai consensi manifestati da Confindustria ai contenuti del documento economico, il segretario generale della Uilm ha aggiunto: “Noi riteniamo che in questo momento Confindustria, così come del resto lo stesso sindacato, dovrebbe esprimere un giudizio di grande preoccupazione, anche se per interessi opposti ai nostri. Ma se Confindustria è portatrice delle istanze delle imprese, non può non avvedersi delle difficoltà in cui queste si trovano e che noi come forze sociali, invece, notiamo. Il plauso – ha concluso - mi sembra non solo esagerato, ma va nella direzione opposta a quella che dovrebbe rispettare un’organizzazione capace di mettersi alla testa e suggerire al Governo interventi che vadano nella direzione dello sviluppo e non in quella di comprimere i salari”.