OCCUPAZIONE, LOY: "L'ALLARME RESTA, URGENTI AZIONI INCISIVE"

 Sarebbero circa 350 mila, secondo stime della Uil nazionale, le persone che, nel 2009, sono state coinvolte, in Italia, dalla crisi economica e dalla perdita di posti di lavoro. Di loro, almeno 199 mila sarebbero lavoratori dipendenti. "E il 2010 - secondo quanto dichiara Guglielmo Loy, segretario confederale dell'organizzazione - si preannuncia, sul versante occupazionale, in continuità con l’anno precedente. Sempre più folta è, infatti, la platea di persone in cerca di un lavoro e di coloro, tantissimi, che un lavoro lo hanno perso da un anno a questa parte". Secondo il sindacato, desta allarme, soprattutto, il forte aumento del tasso di disoccupazione giovanile, diffuso dall’Istat, che rispecchia, con evidenza, l’effetto crisi sui lavoratori che hanno, in maggioranza, un contratto flessibile. Nel 2009, infatti, i lavoratori con un contratto di lavoro non stabile (lavoratori a tempo determinato, in somministrazione, in collaborazione), sono diminuiti, rispetto al 2008, dell’8,7% (meno 245 mila lavoratori). "E’ quindi urgente - aggiunge Loy -, mettere in atto azioni incisive di contrasto alla costante perdita di occupazione con una ripresa dei consumi che passa, obbligatoriamente, dal radicale, e quanto mai urgente, abbassamento della pressione fiscale, nazionale e locale, sul lavoro dipendente. Unitamente ad incentivi di stimolo alle imprese che possano permettere di mantenere ed aumentare la base occupazionale, attraverso meccanismi automatici quale il credito d’imposta occupazione".