VIOLENZA SULLE DONNE, NISI: "BASTA CON I CAVILLI CHE SALVANO I COLPEVOLI"

"La violenza sulle donne sembra essere diventata una costante giornaliera ed è assai preoccupante il fenomeno sociale che ad essa si accompagna: sono sempre più giovani le donne vittime di stupro, di violenza all’interno delle famiglie, di negazione di una dignità che ci appartiene di diritto ma che attualmente è un valore in “assoluta dismissione”. Lo sostiene, in una nota, Nirvana Nisi, segretaria confederale della Uil. "Segno dei tempi? - si chiede la Nisi - È difficile dirlo perché da sempre e in ogni periodo storico le donne subiscono violenza e gli attuali persecutori escono da turpi vicende (ricordiamoci la famosa sentenza dei jeans) pressoché impuniti o condannati a pene così lievi da giustificare non reclusione in carcere ma i ben più “graditi e misericordiosi”, per essi, arresti domiciliari. Sentire la madre di una vittima di stupro dichiarare di volersi fare giustizia da sola perché sicura di non ottenere giustizia, sicuramente come donne ci fa male, perché molto lontano dal nostro modo di pensare e di agire; questo tuttavia dovrebbe portare tutti a riflettere sulla cultura corrente relativa alla violenza. Le vittime di stupro infatti sono devastate per tutta la vita, i persecutori - a meno che non siano stranieri, brutti e cattivi -, aiutati da mille cavilli legali, dopo una iniziale riprovazione vivono la loro vita “normale”, spesso abitando vicino alle loro vittime con la sicumera di chi la fa franca perché manca nel nostro Paese la certezza della pena. È ora di dire basta - conclude il comunicato - ad una cultura maschile che ritiene il corpo femminile suo strumento di piacere negando alla donna quella condizione di parità e uguaglianza – soprattutto nei diritti - che i tempi esigono e che tutte pretendiamo".