CRISI, CICERONE A POLITICI E IMPRENDITORI: “SERVE PIU’ CORAGGIO. E LE AZIENDE REINVESTANO GLI UTILI”

 “Di fronte alla crisi, la politica e gli imprenditori non devono pensare di poter mettere la testa sotto la sabbia: il Paese ha bisogno di svecchiarsi e di recuperare la voglia di rischiare, per tornare a giocare un ruolo forte anche nel contesto internazionale; per riuscirci, però, occorrono scelte concrete, lungimiranti e coraggiose, che chiamano in causa anche le realtà locali”: lo afferma il segretario generale della Uil di Bergamo, Marco Cicerone.
In una nota, il responsabile provinciale rivolge, in particolare, un appello sia ai rappresentanti istituzionali che agli industriali. “Negli ultimi anni, pure nella Bergamasca, siamo riusciti a recuperare un ritardo cronico dal punto di vista infrastrutturale. Ma non basta: per realizzare alcune delle altre opere progettate, indubbiamente necessarie per recuperare i ritardi del Paese, serviranno massicci investimenti e tempi abbastanza lunghi per completarne l’iter e perché poi i cittadini ne godano i frutti. Bisogna, invece, avere il coraggio di portare avanti incisivi e rapidi interventi di modernizzazione che non passano soltanto attraverso un miglior funzionamento della macchina pubblica: penso in particolare ai provvedimenti che, senza costi particolari, potrebbero scuotere certe incrostazioni, a cominciare dalle liberalizzazioni che, invece, proprio in queste settimane sembrano destinate a venir rimesse in discussione”.
Ma la riflessione del segretario generale della Uil è indirizzata anche agli imprenditori: “In un momento nel quale le banche stanno diventando sempre più caute nella concessione di nuovi crediti, è urgente rimettere in circolo gli utili accumulati durante gli “anni buoni” per favorire l’ammodernamento degli impianti e delle produzioni. Se non si tira fuori denaro fresco, diventa difficile uscire da questa situazione. Solo liberando forze consistenti, infatti, l’economia può recuperare il proprio slancio”.
E’ un richiamo alla responsabilità che, secondo Cicerone, coinvolge anche le grandi famiglie bergamasche dell’industria e dell’impresa: “Al di là delle scelte manageriali legate alle internazionalizzazioni, devono recuperare quella voglia e quello spirito positivi che le ha fatte diventare importanti nella storia del nostro territorio. Per quanto riguarda invece la scelta di ricorrere in maniera massiccia alla cassa integrazione e alla mobilità – conclude il segretario generale della Uil -, è fondamentale vigilare perché, oltre le conclamate situazioni di necessità, non si verifichino abusi da parte di coloro che scelgono, in una fase difficile, di approfittare per riassumere pesanti ruoli di controllo nei confronti del proprio personale".